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	<title>Consulente Web Marketing :: Ing. Fabio Penagoli</title>
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	<description>Internet Consulting</description>
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		<title>Il Posizionamento dipende anche dalla velocità</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 14:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Penagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento (SEO)]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è dubbio, Google ha ufficialmente messo in funzione la sua applicazione, chiamata Page Speed (http://pagespeed.googlelabs.com/), per attribuire un punteggio al sito web analizzato sulla base della velocità e ottimizzazione del codice. Infatti è proprio uno dei parametri di navigazione determinanti che Google tiene in considerazione per una user-experience positiva; nessuno vuole mai attendere 3 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;è dubbio, <strong>Google</strong> ha ufficialmente messo in funzione la sua applicazione, chiamata <strong>Page Speed</strong> (http://pagespeed.googlelabs.com/), per attribuire un punteggio al sito web analizzato sulla base della velocità e <strong>ottimizzazione del codice</strong>.</p>
<p>Infatti è proprio uno dei parametri di navigazione determinanti che Google tiene in considerazione per una user-experience positiva; nessuno vuole mai attendere 3 minuti per il caricamento di una pagina.</p>
<p><span id="more-93"></span></p>
<p>Dopo aver digitato nell&#8217;apposito campo l&#8217;indirizzo del proprio <strong>sito web</strong>, il sistema ci comunica il punteggio ricevuto e una serie di consigli a diversa priorità, per migliorare il proprio voto.</p>
<p>Alcune di queste attività sono da effettuarsi lato-server come la <strong>compressione gzip</strong> e il caching del browser.</p>
<p>Le operazioni che si posso fare onsite sono di attivare l&#8217;elaborazione asincrona del codice javascript e la compressione dei file <strong>JS</strong> e <strong>CSS</strong>.</p>
<p>Una delle operazioni più impegnative è anche quella di trasformare (se non lo avete già fatto) gli elementi grafici in <strong>Sprite</strong>. Gli Sprite sono delle immagini più grandi che contengono al loro interno gli elementi grafici che compongono le pagine e che vengono poi &#8220;mascherati&#8221; (<em>masked</em>) con il codice CSS prendendo solo la parte del file che interessa.</p>
<p>La cosa interessante è che grandi siti web come <strong>Apple</strong> e <strong>Microsoft</strong> non sono messi molto bene&#8230; ovviamente la velocità non è l&#8217;unico fattore che Google tiene in considerazione nella valutazione complessiva di un sito web, ma sicuramente per tutti i siti web che &#8220;soffrono&#8221; di penalizzazioni o non hanno un buon posizionamento, migliorare la velocità di caricamento può aiutare.</p>
<h4>Curiosità e Note sull&#8217;applicazione Page Speed OnLine</h4>
<ul>
<li>Google dichiara che l&#8217;applicazione online è diversa da quella inserita in <strong>FireBug di Firefox</strong> o altri applicativi analoghi, in quanto utilizza un diverso User-agent e simula il consumo di CPU del rendering del sito web.</li>
<li>Esiste l&#8217;opzione (proprio sul bottone <em>analizza</em>) per simulare la velocità anche per i <strong>dispositivi</strong> <strong>mobili</strong>, un altro passo che compie Google a favore del Mobile.</li>
<li>Quando si effettuano i cambiamenti sul Server non si nota nessuna variazione nel <strong>Page Speed OnLine</strong> perché i risultati dell&#8217;applicazione vengono <em>cachati</em> e quindi aggiornati solo dopo alcuni minuti (non si sa bene quanti).</li>
<li>Leggendo le FAQ di Google riguardo all&#8217;applicazione, è consigliato usare lo strumento online piuttosto che le estensioni per Chrome e Firefox in quanto il risultato dipende anche dal client sul quale sono in esecuzione (per esempio alcuni Firewall o proxy possono impedire il passaggio di dati gzip).</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Il processo di realizzazione di un sito web</title>
		<link>http://www.fabiopenagoli.it/blog/web-marketing/il-processo-di-realizzazione-di-sito-web.html</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 14:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Penagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Realizzare un sito web è ormai diventato alla portata di tutti: sempre più siti web e portali offrono soluzioni già pronte, fai-da-te e molto economiche. Persino i grandi colossi come Google e PagineGialle.it hanno prodotto soluzioni rapide in stile “catena di montaggio” per le piccole e medie imprese. La realtà è che chi normalmente ha bisogno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Realizzare un sito web</strong> è ormai diventato alla portata di tutti: sempre più siti web e portali offrono soluzioni già pronte, fai-da-te e molto economiche.<br />
Persino i grandi colossi come Google e PagineGialle.it hanno prodotto soluzioni rapide in stile “catena di montaggio” per le piccole e medie imprese.</p>
<p>La realtà è che chi normalmente ha bisogno di un <strong>sito web</strong> non ha gli strumenti e le conoscenze per <strong>creare un sito web</strong> adatto alle proprie esigenze.</p>
<p>Innanzitutto è necessario capire perché si vuole <strong>realizzare un sito web</strong>: si cercano nuovi clienti nella propria zona? o si vuole semplicemente rappresentare la propria attività sul web?</p>
<p>Una richiesta che ci viene spesso rivolta è: “vorrei un sito web che mostrasse a chi mi cerca su Google, la mia attività e i miei recapiti&#8230;”.<br />
La parola chiave in questo caso è “a chi mi cerca”. Quali sono i potenziali clienti?</p>
<p>I potenziali clienti infatti possono essere distinti tra chi è a conoscenza dell’attività e chi non ne è ancora entrato in contatto.<br />
Per i primi si rende necessaria solo la <strong>realizzazione di un sito web</strong> che dovrà però essere Search Engine Friendly e quindi indicizzato dai motori di ricerca.<br />
Per i secondi, ossia per chi non è ancora a conoscenza dell’attività dell’azienda, è necessario un’attenta strategia di web marketing.</p>
<p>Queste ed altre sono le problematiche da affrontare per chi si avvicina al mondo di internet e alla <strong>creazione di un sito web</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Che cosa impedisce l’indicizzazione di un sito web</title>
		<link>http://www.fabiopenagoli.it/blog/posizionamento-seo/che-cosa-impedisce-l%e2%80%99indicizzazione-di-sito-web.html</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 14:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Penagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento (SEO)]]></category>

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		<description><![CDATA[Se da una parte essere indicizzati è un’operazione relativamente facile, è assai utile sapere quali sono gli elementi che impediscono alle risorse web di essere indicizzate dai motori di ricerca. Una breve e non esaustiva lista di aspetti negativi per i motori di ricerca è la seguente: alcuni tipi di link in Javascript alcuni tipi di link in Flash sistemi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se da una parte <strong>essere indicizzati</strong> è un’operazione relativamente facile, è assai utile sapere quali sono gli elementi che impediscono alle <strong>risorse web</strong> di essere <strong>indicizzate dai motori di ricerca</strong>.</p>
<p>Una breve e non esaustiva lista di aspetti negativi per i motori di ricerca è la seguente:</p>
<ul>
<li>alcuni tipi di link in Javascript</li>
<li>alcuni tipi di link in Flash</li>
<li>sistemi basati su AJAX, Silverlight, iFrame, ecc&#8230;</li>
</ul>
<p>Anche se ne esistono molti altri questi sono certamente i più diffusi; in ogni caso Google ha migliorato molto la sua capacità di comprendere schemi AJAX complessi e testo annidato dentro file FLASH, ed è perciò ormai frequente vedere <strong>interi siti web</strong> FLASH indicizzati nelle SERP.<br />
Uno svantaggio di queste tecniche sta nella più difficile gestione del <strong>contenuto indicizzabile</strong> e della <strong>struttura del sito web</strong> che Google tende molto a considerare come un fattore importante della <strong>qualità di un sito web</strong>.</p>
<p>Il più evidente svantaggio è la <strong>contestualizzazione dei link</strong> e la “lettura” di parole contenute nelle immagini. Ad oggi Googlebot (lo spider proprietario di Google) non riesce a leggere gli elementi di Silverlight, esclude gli iFrame dagli indici e non comprende bene la struttura dei file FLASH.</p>
<p>Ecco un elenco di risorse che potete consultare per mantenervi aggiornati su come Google tratta i seguenti argomenti:</p>
<ul>
<li>Tipi di file indicizzati da Google<br />
<a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=35287">http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=35287</a></li>
<li>Flash e altri tipi di contenuti multimediali<br />
<a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=72746">http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=72746</a></li>
<li>Per indicizzare correttamente AJAX<br />
<a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/topic.py?hl=it&amp;topic=27777">http://www.google.com/support/webmasters/bin/topic.py?hl=it&amp;topic=27777</a></li>
</ul>
<p>Uno dei sistemi per controllare l’<strong>indicizzazione delle risorse</strong>, e più in particolare tutte quelle pagine web o cartelle che <strong>non devono essere indicizzate</strong>, è creare un file denominato “robots.txt” nella cartella principale (root) del sito web.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cos’è l’indicizzazione di un sito web e come avviene</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 14:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Penagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento (SEO)]]></category>

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		<description><![CDATA[L’indicizzazione è quel processo che porta una pagina o un documento web ad essere presente nei database (indici) dei motori di ricerca. La maggior parte dei motori di ricerca usa 4 sistemi diversi per eseguire l’indicizzazione: mediante gli spider tramite una funzione del tipo Suggerisci (o Aggiungi) URL inserendo e segnalando una sitemap tramite il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px} li.li1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica} span.s1 {letter-spacing: 0.0px} span.s2 {text-decoration: underline ; letter-spacing: 0.0px} ol.ol1 {list-style-type: decimal} ol.ol2 {list-style-type: lower-alpha} ol.ol3 {list-style-type: lower-roman} -->L’<strong>indicizzazione</strong> è quel processo che porta una pagina o un <strong>documento web</strong> ad essere presente nei database (indici) dei <strong>motori di ricerca</strong>.</p>
<p>La maggior parte dei motori di ricerca usa 4 sistemi diversi per eseguire l’indicizzazione:</p>
<ol>
<li>mediante gli spider</li>
<li>tramite una funzione del tipo Suggerisci (o Aggiungi) URL</li>
<li>inserendo e segnalando una sitemap</li>
<li>tramite il protocollo RSS</li>
</ol>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-280" title="Spider" src="/wp-content/uploads/2011/12/search_globe.png" alt="Spider" width="64" height="64" />Gli <strong>spider</strong> sono dei software che setacciano la rete alla ricerca di contenuti da inserire nel proprio indice tramite i link che trovano. Per essere quindi inseriti nell’indice di un motore di ricerca basta avere un link che “punta” alla nostra <strong>risorsa web</strong>, che sia, ovviamente, a sua volta già <strong>indicizzata</strong>.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-281" title="Aggiunta URL" src="/wp-content/uploads/2011/12/add_link.png" alt="Aggiunta URL" width="64" height="64" />La funzione di Aggiungi URL o Suggerisci URL è un modulo messo a disposizione degli utenti (o webmaster di un sito) per segnalare al motore di ricerca la presenza di un <strong>nuovo sito web</strong>. Basta segnalare la propria Home Page e il motore di ricerca penserà a setacciare il <strong>vostro sito web</strong> alla ricerca di pagine e documenti da includere nel proprio database.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-278" title="Sitemap" src="/wp-content/uploads/2011/12/pin.png" alt="Sitemap" width="64" height="64" />Le <strong>sitemap</strong> invece non sono altro che dei file scritti con Linguaggio XML che contengono la lista delle pagine presenti e indicizzabili sul vostro sito web. Questo è usato da quasi tutti i motori di ricerca in quanto, ultimamente, il <strong>Protocollo Sitemaps</strong> è diventato uno standard e può contenere diverse informazioni correlate ad <strong>ogni risorsa web</strong>, come la data dell’ultimo aggiornamento, frequenza tipica delle modifiche, gerarchia rispetto agli altri elementi del sito, ecc&#8230;<br />
Le sitemap possono essere anche generate in automatico e aggiornate ad ogni modifica del sito web con software specifici, in particolare esistono dei plug-in per i più diffusi CMS.<br />
Esistono molte controversie sull’uso costante di questo protocollo in quanto, se un file sitemap non risulta coerente con il contenuto presente sul <strong>vostro sito web</strong>, il motore di ricerca potrebbe penalizzare i vostri contenuti.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-279" title="RSS" src="/wp-content/uploads/2011/12/rss.png" alt="RSS" width="64" height="64" />Il protocollo <strong>RSS</strong> (Really Simple Syndication) è un sistema di <strong>fruizione di contenuti</strong> che permette l’aggiornamento in tempo reale solo quando ci sono novità.<br />
In pratica, attraverso l’uso di un software di lettura RSS, è possibile visualizzare (nella propria casella di posta, cellulare o altro) gli ultimi contenuti o novità inseriti in rete in base alle proprie sottoscrizioni RSS. Il vantaggio principale consiste nel non dover ogni volta consultare <strong>tutti i siti web</strong> per verificare gli eventuali aggiornamenti.</p>
<p>Altri sistemi che Google utilizza sono la <strong>Google Toolbar</strong> che può segnalare allo spider un <strong>nuovo sito web</strong> appena messo online senza che venga segnalato dallo stesso webmaster.</p>
<p>Un altro caso molto diffuso è quando si crea un <strong>sito web</strong> su un dominio acquistato da un precedente proprietario: Google infatti periodicamente controlla i suoi indici e verifica gli eventuali cambiamenti ed è per questo che, in tali casi, non è necessario segnalare la presenza del <strong>proprio sito web</strong>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;attributo nofollow nei link</title>
		<link>http://www.fabiopenagoli.it/blog/ottimizzazione/lattributo-nofollow-nei-link.html</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 14:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Penagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;attributo nofollow nei link non è una novità, ma rimane uno degli argomenti più discussi nei forum e nei blog che si occupano di SEO e sembra esserci ancora confusione su come usarlo. All&#8217;inizio del 2005, Google ha introdotto l&#8217;attributo nofollow dei link per &#8220;prevenire lo spam&#8221; nei blog e nei siti che permettono l&#8217;inserimento di commenti da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attributo <em>nofollow</em> nei link non è una novità, ma rimane uno degli argomenti più discussi nei forum e nei blog che si occupano di <strong>SEO</strong> e sembra esserci ancora confusione su come usarlo.<br />
All&#8217;inizio del 2005, Google ha introdotto l&#8217;attributo <em>nofollow</em> dei link per &#8220;prevenire lo spam&#8221; nei blog e nei siti che permettono l&#8217;inserimento di commenti da parte degli utenti:</p>
<blockquote><p>Se siete blogger (o un lettore di blog), saprete benissimo che esistono webmaster che tentano di migliorare il posizionamento dei propri siti inviando commenti contenenti link del tipo &#8220;Visitate il mio sito&#8221;. Questa pratica non ci piace e stiamo testando un nuovo tag in grado di renderla inutile. D&#8217;ora in poi, quando Google troverà un attributo <em>rel=&#8221;nofollow&#8221;</em> nei link, questi link non verranno considerati per il calcolo del posizionamento dei siti nelle nostre pagine dei risultati. Ciò non comporta alcun danno per il sito dove il commento contenente spam è stato inserito, ma è solo un modo per evitare che gli spammer possano trarre beneficio dall&#8217;abuso di aree pubbliche come blog e simili.</p></blockquote>
<p>Tutti i <strong>principali motori</strong> supportano l&#8217;attributo <em>nofollow</em>, anche se con diverse interpretazioni. Google lo considera nel modo più restrittivo possibile, non indicizzando i link e non trasferendo <em>PageRank</em>, mentre altri motori potrebbero comportarsi in modo diverso.</p>
<p>Immediatamente dopo l&#8217;annuncio di <strong>Google</strong> le principali piattaforme di blog, di CMS e di forum hanno iniziato a supportare l&#8217;attributo <em>nofollow</em>, visto che è interesse di tutti combattere lo spam. In realtà, tuttavia, il risultato è stato che tutto ciò ha generato un certo grado di pigrizia nei webmaster. Che senso ha, infatti, punire tutti i link solo perché alcuni contengono spam? Tutti i webmaster seri moderano già i commenti che ricevono sui <strong>propri siti</strong> tramite la tecnica <em>CAPTCHA</em> e minimizzano così anche il rischio di spam automatici.</p>
<p>Un perfetto esempio di uso indiscriminato dell&#8217;attributo <em>nofollow</em> è Wikipedia, che lo usa in tutte le sue pagine per quasi tutti i link in uscita, compresi quelli verso i siti <em>.gov</em> e .<em>edu</em> che contengono raramente spam.</p>
<p><strong>Sintassi</strong><br />
Il formato standard di un link è il seguente:</p>
<p><em>&lt;a href=&#8221;http://www.miodominio.com/pagina.html&#8221;&gt;Altro sito&lt;/a&gt;</em></p>
<p>Lo stesso link con l&#8217;attributo nofollow diventa:</p>
<p><em>&lt;a href=&#8221;http://www.miodominio.com/pagina.html&#8221; rel=&#8221;nofollow&#8221;&gt;Altro sito&lt;/a&gt;</em></p>
<p>Secondo il W3C:</p>
<blockquote><p>L&#8217;attributo <strong>rel</strong> descrive il tipo di relazione esistente tra la pagina corrente e quella a cui punta il link. Il valore di questo attributo è un elenco di tipologie separate da spazi.</p></blockquote>
<p>E&#8217; quindi perfettamente legale avere più valori associati all&#8217;attributo <em>rel</em>, come mostrato in questo esempio:</p>
<p><em>&lt;a href=&#8221;http://www.miodominio.com/pagina.html&#8221; rel=&#8221;next nofollow&#8221;&gt;Altro sito&lt;/a&gt;</em></p>
<p><strong>Note d&#8217;uso</strong><br />
Se decidete di usare l&#8217;attributo <em>nofollow</em>, assicuratevi di moderare i commenti che ricevete, oppure di usare la tecnica <em>CAPTCHA</em> nella form dei commenti. Se approvate automaticamente i commenti che ricevete, assicuratevi che il vostro sito contenga una pagina dove viene spiegato chiaramente cosa è accettabile e cosa no. Non dimenticate di verificare che i commenti che ricevete seguano le linee guida che avete indicato.<br />
L&#8217;uso dell&#8217;attributo <em>nofollow</em> può anche segnalare ai motori di ricerca e ai vostri concorrenti che il vostro sito utilizza tecniche SEO.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Storia del file robots.txt: Robots Exclusion Protocol (REP)</title>
		<link>http://www.fabiopenagoli.it/blog/curiosita/storia-del-file-robots-txt-robots-exclusion-protocol-rep.html</link>
		<comments>http://www.fabiopenagoli.it/blog/curiosita/storia-del-file-robots-txt-robots-exclusion-protocol-rep.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 14:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Penagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia del Robots Exclusion Protocol (REP) inizia con l’introduzione del file robots.txt nel 1993. Il tutto anche grazie ad uno spider che intasava regolarmente il sito di chi sarebbe poi diventato l’ideatore del protocollo. Ecco la testimonianza dell’autore del file robots.txt, Charlie Stross: “&#8230;nel lontano 1993 stavo insegnando Perl nel tempo libero (mentre lavoravo per una compagnia UNIX [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia del <strong>Robots Exclusion Protocol</strong> (REP) inizia con l’introduzione del file robots.txt nel 1993. Il tutto anche grazie ad uno spider che intasava regolarmente il sito di chi sarebbe poi diventato l’ideatore del protocollo.</p>
<p>Ecco la testimonianza dell’autore del file <strong>robots.txt</strong>, Charlie Stross:</p>
<blockquote><p>“&#8230;nel lontano 1993 stavo insegnando Perl nel tempo libero (mentre lavoravo per una compagnia UNIX chiamata The Santa Cruz Operation) e stavo facendo pratica lavorando su uno spider. La mia attività di sperimentazione consisteva nel visitare continuamente il sito di Martin Kjoster’s, e gli impiegati di Martin avevano la linea di 14.4 Kbps intasata.<br />
Ovviamente Martin mi ha contattato dicendomi che non potevo impegnargli tutta la banda. Cercando insieme di risolvere il problema, alla fine lui è venuto con una semplice soluzione: “Cerca un file di testo chiamato robots.txt. Conterrà una lista di tutto quello che non devi leggere.”<br />
E così il mio spider ha obbedito all’embrione del protocollo di esclusione dei robots.<br />
Ah, bei tempi quando potevi casualmente diventare qualcuno inventando un nuovo protocollo prima di colazione&#8230;”</p></blockquote>
<p>Nel 1994, il REP fu formalizzato con il consenso della comunità degli autori di spider. Originariamente, questo protocollo fu ideato semplicemente come meccanismo per impedire che risorse web specifiche venissero visitate da parte degli spider, ma nel tempo si è evoluto ed ora prevede anche regole per abilitarne esplicitamente l’accesso.</p>
<p>Oggi, quando si parla di REP, ci si riferisce a molte cose: al file robots.txt, alle <strong>sitemap XML</strong>, ai meta tag robots, agli X-Robot-Tag e all’attributo nofollow dei link. Capire come funziona il REP è importante, visto che è un protocollo che ha molte implicazioni con la SEO. Duplicare contenuti, nascondere contenuti che non si vuole appaiano nei risultati di ricerca, ridistribuire in modo strategico i valori di PageRank e rimuovere le pagine dagli indici dei motori, sono solo alcune delle cose in cui il REP è utile.</p>
<p>Il conformarsi alle regole del REP non è obbligatorio ed alcuni motori non lo fanno. I tre grandi della ricerca (Yahoo!, <strong>Google</strong> e Bing) hanno comunque deciso di supportare il REP in modo uniforme e coerente e partecipano attivamente all’evoluzione del protocollo. L’obiettivo è quello di implementare spider che si comportino in modo prevedibile, a vantaggio di tutti i webmaster.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le sitemap</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 14:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Penagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il concetto di sitemap non è nuovo. Vengono utilizzate dagli albori del web, anche se allora erano destinate ai visitatori in carne ed ossa e quindi erano normali pagine HTML. Il fatto che potessero aiutare anche l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca era solo un beneficio secondario. Le sitemap in HTML sono una collezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di sitemap non è nuovo. Vengono utilizzate dagli albori del web, anche se allora erano destinate ai visitatori in carne ed ossa e quindi erano normali pagine HTML.</p>
<p>Il fatto che potessero aiutare anche l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca era solo un beneficio secondario. Le sitemap in HTML sono una collezione organizzata dei link alle sezioni principali di un sito, una sorta di sommario dei contenuti. Le sitemap in HTML sono tuttora il pane quotidiano di chiunque si occupi di SEO, visto che continuano ad essere le più diffuse.<br />
Con il passare degli anni, i motori di ricerca hanno capito i vantaggi delle sitemap. Google iniziò ad utilizzare questa idea nel 2005, con la creazione del proprio Google Sitemap Protocol. Poco dopo, anche Yahoo!, Microsoft, Ask e IBM salirono sul carro. Nel 2006 il Google Sitemap Protocol fu ribatezzato XML Sitemap Protocol, per sottolineare la sua connotazione “universale”. Questi sforzi comuni sono ora sotto gli auspici di Sitemaps.org.</p>
<p>L’idea che sta dietro l’XML Sitemap Protocol è quella di aiutare i motori di ricerca ad indicizzare più velocemente le pagine fornendo, allo stesso tempo, una tecnologia utile per migliorare gli algoritmi utilizzati dagli spider per decidere come seguire i link che trovano durante il loro vagare per il web. Notate che l’uso di questo protocollo, oltre a non essere obbligatorio, non garantisce nulla in termini di miglior posizionamento nelle pagine dei risultati. Vale anche il contrario: se un sito non utilizza il formato XML per le proprie sitemap, non verrà penalizzato dai motori di ricerca.</p>
<p><strong>Perché usare le sitemap?</strong><br />
L’uso delle sitemap è importante poiché aiuta il visitatore a raggiungere velocemente le informazioni di cui ha bisogno e aiuta gli spider a trovare i link.<br />
Non esiste una ricetta di sitemap valida per ogni sito. Conoscere le opzioni a disposizione è importante per poter fare le scelte più opportune in base alle proprie esigenze. Ecco alcuni dei motivi per cui vale la pena utilizzare le sitemap.</p>
<p><strong>Incremento delle visite da parte degli spider</strong><br />
Sebbene gli spider siano in continuo miglioramento, il loro funzionamento è ancora lontano dalla perfezione e i motori di ricerca non hanno problemi ad ammetterlo. Ecco cosa dice Google a proposito dell’incremento delle visite degli spider:</p>
<blockquote><p>“&#8230; inviarci una sitemap vi aiuta ad essere sicuri che Google sia a conoscenza dell’esistenza degli URL del vostro sito. Può essere molto utile se il vostro contenuto non è facilmente raggiungibile dai nostri spider (come accade per le pagine accessibili solo attraverso una form). L’uso delle sitemap non costituisce tuttavia una garanzia che gli URL vengano effettivamente visitati e indicizzati dai nostri spider. Utilizziamo le informazioni presenti nelle sitemap per migliorare il meccanismo di scoperta degli URL utilizzato dai nostri spider.”</p></blockquote>
<p><strong>Strutture di link inadeguate</strong><br />
Non tutti i siti vengono creati allo stesso modo. I siti con strutture di link poco chiare tendono ad essere indicizzati male. Pagine orfane, link troppo profondi e la presenza di trappole per i motori di ricerca sono esempi tipici che portano a problemi di indicizzazione. L’utilizzo delle sitemap aiuta a risolvere questi problemi temporaneamente, in attesa che la struttura degli URL venga corretta.</p>
<p><strong>La frequenza delle visite degli spider</strong><br />
Uno dei maggiori vantaggi dell’utilizzo delle sitemap deriva dalla possibilità di controllare la frequenza delle visite degli spider. Le sitemap in formato XML permettono infatti di dire con precisione agli spider quanto spesso devono indicizzare una data pagina.<br />
I siti che utilizzano le sitemap tendono ad essere visitati più accuratamente da Yahoo! e da Google. Questi due giganti del web ci mettono infatti solo pochi minuti per reagire all’invio di nuove sitemap, cosa che risulta molto utile per i siti nuovi o per tutti quei siti che vengono aggiornati molto frequentemente.</p>
<p><strong>Proprietà dei contenuti</strong><br />
Sul web esistono in agguato molti spider malevoli. Il fatto che i motori di ricerca possano indicizzare un sito tempestivamente è un ottimo modo per assicurarsi che i contenuti risultino attribuiti a chi li ha effettivamente prodotti. In questo modo un sito “copione” difficilmente verrà contrassegnato come autore del contenuto.</p>
<p><strong>Priorità delle pagine</strong><br />
Come vedremo più avanti in questo capitolo, l’XML Sitemap Protocol permette ai webmaster di assegnare una specifica priorità ad ogni URL. Fornire suggerimenti ai motori di ricerca circa l’importanza di ciascuna pagina può essere molto utile, specialmente se si sta combattendo per PageRank concorrenziali.</p>
<p><strong>Siti di grandi dimensioni</strong><br />
L’utilizzo delle sitemap è particolarmente importante per i siti di grandi dimensioni. I siti che contengono decine di migliaia (o addirittura milioni) di pagine spesso hanno problemi di indicizzazione dovuti a link troppo profondi. L’uso di più sitemap, ciascuna dedicata ad una particolare sezione del sito, diventa in questi casi essenziale.</p>
<p><strong>Storico delle modifiche</strong><br />
Se tutti i link di un sito compaiono in una stessa sitemap, la sitemap diventa anche un ottimo strumento per tracciare le modifiche del sito, in particolare se viene inserita in un sistema di controllo delle versioni dei file.</p>
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		<title>Le Keywords o Parole Chiave</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 14:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Penagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento (SEO)]]></category>

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		<description><![CDATA[Sebbene riempire le pagine web di parole chiave sia una pratica ormai da tempo scomparsa, l’identificazione delle parole chiave più adatte all’associazione ai contenuti online rimane una delle attività fondamentali della SEO. Nel contesto dei motori di ricerca, le parole chiave sono i termini o le frasi utilizzate dagli utenti quando cercano qualcosa; i motori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene riempire le <strong>pagine web</strong> di parole chiave sia una pratica ormai da tempo scomparsa, l’identificazione delle <strong>parole chiave</strong> più adatte all’associazione ai contenuti online rimane una delle attività fondamentali della SEO. Nel contesto dei motori di ricerca, le parole chiave sono i termini o le frasi utilizzate dagli utenti quando cercano qualcosa; i <strong>motori di ricerca</strong> basano i propri algoritmi di posizionamento delle pagine sulle parole chiave. Le parole chiave segnalano la rilevanza delle pagine.</p>
<p>Nell’ambito dei <strong>siti web</strong>, le parole chiave sono tutto ciò che si trova nelle pagine. Invece di buttarsi alla cieca nel difficile compito di definire le parole chiave da utilizzare, si dovrebbe cercare di definire una strategia chiara e coerente. Puntare esclusivamente su una o due parole, infatti, potrebbe non portare a nulla, poiché moltissimi altri staranno cercando di fare esattamente la stessa cosa.</p>
<p>Scegliere la giusta combinazione di parole chiave è importante. I motori di ricerca hanno iniziato a considerare attentamente le relazioni semantiche esistenti tra le parole che formano il corpo del testo delle <strong>pagine web</strong>.</p>
<p>La ricerca delle parole chiave più adatte da associare alle pagine è un processo iterativo. Normalmente si inizia con una sessione di brainstorming, per passare poi alla fase di ricerca vera e propria utilizzando gli strumenti gratuiti o commerciali. Tra questi strumenti, citiamo i più diffusi: Google AdWords Keyword Tool, Yahoo! <strong>Search Marketing</strong> e Microsoft adCenter Labs. Nessuno di questi è perfetto e quindi è bene utilizzarne più d’uno per poter prendere decisioni consapevoli. La scelta fra strumenti gratuiti e a pagamento è del tutto personale, ma molti trovano che il <strong>Google AdWords Keyword Tool</strong> sia sufficiente, almeno per le esigenze di base.</p>
<p>Dare delle priorità alle parole chiave è essenziale. L’analisi dei dati d’uso delle parole chiave da parte degli utenti può rivelarsi straordinariamente utile a questo scopo. Prima di decidere definitivamente quali specifiche parole chiave associare alle pagine, è bene effettuare dei test per verificare che siano effettivamente utili.</p>
<p>La popolarità delle parole chiave cambia in continuazione: un giorno una parola è di moda e il giorno dopo non la usa più nessuno. Alcune parole chiave hanno popolarità eterna, altre durano poche ore: il tenere sotto controllo i trend di popolarità delle parole chiave dovrebbe essere uno degli aspetti di ogni buona <strong>strategia SEO</strong>.</p>
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		<title>Sviluppo dei Link &#8211; BackLinks</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 14:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Penagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento (SEO)]]></category>

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		<description><![CDATA[Il processo di sviluppo dei link è uno dei cardini della SEO: aiuta ad aumentare la notorietà dei siti, ma anche a migliorarne il posizionamento delle pagine web nei risultati dei motori di ricerca. Il numero di link in ingresso verso un sito indica la misura del suo successo. Ogni link è come un voto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il processo di <strong>sviluppo dei link</strong> è uno dei cardini della <strong>SEO</strong>: aiuta ad aumentare la notorietà dei siti, ma anche a migliorarne il <strong>posizionamento delle pagine web</strong> nei risultati dei motori di ricerca. Il numero di link in ingresso verso un sito indica la misura del suo successo. Ogni link è come un voto per il sito e tutti i voti contano, anche se i motori di ricerca non sempre la pensano in questo modo. Cercare di focalizzare l’attenzione sullo sviluppo di link provenienti da siti web con <strong>PageRank</strong> elevato è sempre buona norma.</p>
<p>Il modo più sicuro di <strong>sviluppare link</strong> è quello di avere contenuti di qualità, ma sono necessarie anche opportune esche: ne esistono molte tipologie tra cui l’uso di widget, lo sfruttamento dei social network e dei siti di raccolta di bookmark.</p>
<p>Nel mondo di Internet di oggi, l’uso delle tecniche di content syndication è la norma. Si cerca infatti di utilizzare il più possibile meccanismi di diffusione dei contenuti come feed RSS o Atom. E’ possibile anche usare servizi come FeedBurner per avere le statistiche d’utilizzo dei feed presenti sul proprio sito web.</p>
<p>Un altro importante aspetto è la sottoscrizione alle <strong>directory web</strong>. Non tutte le directory sono uguali e della stessa tipologia.</p>
<p>Lo sviluppo di link richiede tempo; per non sprecarne, prima di iniziare una qualsiasi attività in questo senso, è necessario effettuare le dovute analisi.</p>
<p>Una delle pratiche preparatorie è quella di diventare “attivi” sui principali social network come <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong>, <strong>Foursquare</strong> e <strong>LinkedIn</strong>.</p>
<p>E’ necessario scoprire la strategia di sviluppo dei link adottata dalla concorrenza, ed è perciò fondamentale effettuare un’analisi accurata: l’ignoranza potrebbe costare cara.</p>
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		<title>Ricerca e Analisi della concorrenza</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 14:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Penagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ importante capire cosa fanno i concorrenti: è necessario esaminare le parole chiave e le strategie di sviluppo dei link che utilizzano per capirne punti di forza e di debolezza. L’obiettivo è cercare di capire da dove deriva il posizionamento dei siti web concorrenti. Se si cerca di emulare la concorrenza è necessario ottimizzare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ importante capire cosa fanno i <strong>concorrenti</strong>: è necessario esaminare le parole chiave e le strategie di <strong>sviluppo dei link</strong> che utilizzano per capirne punti di forza e di debolezza. L’obiettivo è cercare di capire da dove deriva il posizionamento dei siti web concorrenti.</p>
<p>Se si cerca di emulare la concorrenza è necessario ottimizzare le procedure; il che, in generale, significa avere un sito qualitativamente migliore o percepito dagli utenti come tale.</p>
<p>E’ necessario analizzare ciò che la concorrenza ha fatto in passato e sta facendo nel presente, come anche implementare dei meccanismi per tracciare ciò che farà in futuro.</p>
<p>Prima di poter <strong>analizzare la concorrenza</strong>, è necessario scoprire con chi ci si deve confrontare. Uno dei modi per farlo è trovare i siti web che puntano sulle stesse parole chiave. Ovviamente, anche chi vende prodotti o servizi simili andrà considerato come un concorrente.</p>
<p>Il punto di partenza dell’<strong>analisi concorrenziale</strong> sarà quasi sempre la concorrenza locale. Si renderà necessario visitare le directory web della zona interessata o dedicate alla nicchia di mercato che si vuole “battere”; si devono usare le versioni localizzate per nazione del motore di ricerca <strong>Google</strong> per effettuare le ricerche con le parole chiave su cui si sta puntando. Sono da prendere in considerazione anche <strong>Google Places</strong>, Yahoo! Directory, Dmoz.org e BBB.org.</p>
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